Montagne innevate con il logo degli enti che collaborano al Servizio Meteomont
SERVIZIO NAZIONALE DI PREVISIONE NEVE E VALANGHE italiano francese tedesco inglese spagnolo russo


Chi siamo
   Carabinieri
Partners
   Servizio Meteorologico AM
   Centro Valanghe di Arabba - Arpa Veneto
   Comando Truppe Alpine
   Arpa Emilia Romagna
   Regione Marche
   Regione Lazio
   Regione Abruzzo
Organizzazione
   Servizio Meteomont Carabinieri
Prodotti
   Sintesi pericolo valanghe
   Sintesi previsioni montane
   Dati stazioni manuali
   Dati stazioni automatiche
   Previsione meteo
   Cartografia valanghe
   Nevicate in atto
   Osservazioni di alta quota
   Archivio Storico
   Profili penetrometrici
   Rendiconti Meteonivologici
Le attività
   La formazione del personale
Meteomont Informa
   Guida bollettino Meteomont
   Problemi tipici valanghivi
   Incidenti Valanghe
   Documentazione EAWS
   Documentazione ISSW
   Scala pericolo valanghe
   Consigli utili per il fuori pista
   Il dodecalogo per lo sciatore in pista
   Archivio News
   Videogallery
   Visualizza foto del cittadino
La montagna in sicurezza
  sei in Home >> Meteomont Informa >> Archivio News

Il Servizio Meteomont Informa

 

Gennaio - 2020


30/01/2020


POCA NEVE SULL'APPENNINO UMBRO-MARCHIGIANO

Ormai prossimi al giro di boa dell?inverno, bisogna prendere atto della scarsitÓ di neve sull'Appennino Umbro-Marchigiano. Se tra dicembre e gennaio della scorsa stagione, a 1500m, si Ŕ potuto contare su spessori variabili da 20 a 50 cm, nell'analogo periodo 2019-2020 la presenza di neve si pu˛ definire episodica e contenuta, nel migliore dei casi, in una decina di centimetri. Anche in quota le cose non sono rosee: la neve che ricopre i Sibillini appaga l'estetica dell'inverno con vette bianche dai 2000m in su ma con spessori generalmente diafani, che lasciano trasparire il suolo. Le acque provenienti dal discioglimento delle coltri nevose sono il maggior contribuente per le falde acquifere: con la pioggia, buona parte dell'acqua fluisce a valle scorrendo in superficie; il lento scioglimento del manto, invece, favorisce un maggiore assorbimento nel sottosuolo, ove sono i "depositi" che alimentano le fonti nella stagione calda. L'attuale stato delle cose porta ad interrogarsi seriamente sulle prospettive idriche della prossima stagione estiva. La poca neve ha anche comportato l'abbassamento del grado di pericolo ai livelli minimi della scala, tuttavia non sono mancati incidenti in montagna, come testimoniano le cronache degli ultimi tempi. Pare quindi opportuno dedicare alcune considerazioni all'argomento: - Il basso grado di pericolo valanghe non corrisponde ad assenza di pericolo: ricordiamo che pericolo "1 - debole", rispetto ai gradi superiori, riduce le cause e le localizzazioni di eventi valanghivi ma non li esclude; ritiene comunque possibili "piccole e medie valanghe spontanee". - Quello montano Ŕ ambiente di per sÚ pericoloso, indipendentemente dalla presenza o meno di neve; adottare le giuste precauzioni consente di mitigare e/o annullare gli effetti di eventuali episodi sfavorevoli, quindi ci vogliono preparazione, conoscenza del territorio, decisioni ed attrezzatura adeguata agli itinerari scelti; - La pericolositÓ intrinseca di un ambiente viene accentuata dalla presenza di neve, di pari passo devono essere accentuate le precauzioni di cui al punto precedente: calzature inidonee rendono ?certezza? il pericolo di scivolamento su neve, ghiacciata o meno; vestiario inadeguato espone a rischio di ipotermia ecc. In conclusione, speriamo che la coda dell'inverno ci dia scorte di acqua sufficiente per l'estate e che, in ogni caso, il desiderio di andare a "vedere" la neve da vicino sia sempre pi¨ accompagnato da consapevolezza e competenze adeguate. foto 1: panoramica ovest dei monti Sibillini foto 2: Cresta ovest dei monti Sibillini
Immagine  news
Immagine  news